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  • Pro Loco di
    Bressanvido

    Il comune di Bressanvido è formato dai due abitati di Bressanvido (capoluogo) e di Poianella (frazione). Si trova sul confine orientale della provincia di Vicenza, sulla pianura alluvionale formata dai detriti del fiume Brenta.

PRO LOCO DI BRESSANVIDO


Via Roma, 1
36050 Bressanvido
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La zona è particolarmente ricca d’acqua, con una rete di falde a pochi centimetri dalla superficie del terreno e un notevole numero di risorgive che alimentano una serie di canali che confluiscono nelle rogge Tergola, Lirosa e Usellino.

Lo stemma comunale è diviso in due parti: la parte a sinistra rappresenta la storia del comune mentre la parte destra l’economia.

Nella parte sinistra è rappresentata una croce rossa a ricordo dei monaci benedettini che abitarono il paese fino al 1806 quando iniziò la requisizione dei beni ecclesiastici ad opera di Napoleone.

Il castello indica la presenza di un castello del signore del paese. Nella parte destra sono disegnati in alto una spiga di frumento e una pannocchia di mais, in basso un bue dorato su un prato.

Storia


Il nome “Bressanvido” compare per la prima volta in un documento datato 983, fatto redigere dal Vescovo di Vicenza Rodolfo in cui donava il possesso di un importante possedimento il “Braydo Sancti Viti” - con le cappelle da esso dipendenti - ai monaci benedettini dell’abbazia dei Santi Felice e Fortunato di Vicenza.

Braidum deriverebbe dal latino Praedum o dal tedesco Breit per indicare un fondo rustico rurale. Nella citazione appare anche la pieve - che comportava una giurisdizione ecclesiastica normalmente soggetta al vescovo - e questo comportò, in tempi successivi, delle liti tra abbazia e diocesi. Stando ai documenti di cui si dispone, sembra doversi escludere qui la presenza di castelli o di opere fortificate in genere.

Alla fine del XIII secolo alla pieve di Bressanvido erano soggette le cappelle di Santa Maria di Pozzoleone e di Santo Stefano di Lupia.

Verso la metà del Trecento, il territorio di Bressanvido fu sottoposto, sotto l’aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo.

Economia


Il paese nella sua storia è fortemente orientato all’agricoltura (zootecnia da latte), ma sono riuscite ad emergere negli ultimi decenni anche altre attività industriali.

Un ruolo particolare da porre in evidenza è per la cooperativa Latterie Vicentine che nel nostro territorio ha una storia antica: lo attesta un documento ritrovato in Villa Mezzalira, dove veniva citata la Latteria di Bressanvido nell’anno 1888.

Un’azienda che è stata in grado di attraversare due guerre mondiali, le difficoltà del periodo storico e che, nel corso dei decenni, ha saputo rinnovarsi ed evolversi fino a divenire oggi il più grande produttore italiano di formaggio Asiago DOP. L’azienda comincia a distinguersi come una realtà casearia apprezzata quando Alvi si unisce a Schiolatte (nata nel 1952), all’epoca la più grande produttrice italiana di formaggio Asiago DOP.

Le due realtà attuarono una politica aziendale lungimirante: unire le forze per creare una struttura forte e competitiva. Così nel 2001 nacque ufficialmente il marchio Latterie Vicentine.

Cosa Vedere


Villa Del Viceré Ranieri D’Austria, De Bordeau, Mezzalira-Milan - Bressanvido, Via San Benedetto, 78/B

Sorge sulle proprietà dei monaci Benedettini di San Felice e Fortuna- to a Vicenza i quali, ancora nel secondo Quattrocento, possedevano qui un edificio monastico. Una lapide sulla parete est del corridoio al piano terra testimonia le antiche origini della villa.

Le strutture originarie sono tutt’oggi rintracciabili nel soffitto voltato a spicchi impostati su capitelli pensili che copre lo stesso ambiente che ospita l’iscrizione. Il complesso rimase di proprietà dei religiosi fino al 1806. Con l’avvento di Napoleone e la confisca dei beni della Chiesa, passò prima al demanio pubblico e poi con la pace di Vienna entrò a far parte - dal 1837 - dei possedimenti dell’arciduca Ranieri Giuseppe d’Austria.

Alla morte di quest’ultimo, nel 1857, passò al figlio arciduca Ranieri che ne mantenne la proprietà anche dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia (1866), e nel 1881 la cedette al conte Carlo Francesco De Bordeau per la cifra di 1.200.000 lire d’oro.

Lorenzo Mezzalira, il figlio di quell’Alessandro nominato amministratore dei possedimenti nel 1870, la acquistò dal conte agli inizi del Novecento.

Come spesso accade agli edifici di origine antica, la villa ha subito diversi rimaneggiamenti. La facciata principale, orientata a sud, con il portico scandito da cinque archi a bugnato, la soprastante loggia architravata con i capitelli di ordine tuscanico e il coronamento a timpano con l’oculo centrale, sono di epoca settecentesca. In capo alla lunga barchessa posta a ovest della proprietà sorge anche la cappella dedicata a San Benedetto.

Anche questa struttura parrebbe essere stata rinnovata nel corso del Settecento. All’interno presenta un fastoso altare barocco realizzato con marmi policromi e con una pala con San Benedetto, la Madonna con il Bambino, Santa Scolastica e un donatore, di ignoto autore veneto del XVIII secolo.

All’interno, da segnalare la cucina con il camino monumentale e, al secondo piano, i pavimenti in cotto e la decorazione di gusto tardo-neoclassico in alcune stanze. In particolare, un piccolo ambiente posto all’angolo nord-ovest, destinato alla funzione di toilette, presenta decorazioni che richiamano la pittura vascolare etrusca, con geni femminili che recano specchi, bacili e asciugatoi; la stanza da letto posta nel lato a nord-ovest, mostra alle pareti una raffinatissima decorazione a trompe l’oeil con tendaggi di mussola bianca ricamati con motivi a cigni. Queste decorazioni sono da far risalire alla prima metà del XIX secolo, al periodo cioè in cui la villa era di proprietà degli Asburgo.

Al medesimo periodo si data il parco romantico che sorge a sud della villa; fra gli alberi centenari come i Taxodium distichum o cipresso calvo, i Liriodendron tulipifera, il Cedrus deodara, il Frassino, il gruppo dei taxus baccata, la sophora japonica e i tigli, che ne ombreggiano i sentieri, una menzione d’onore va al Ginkgo Biloba tra i più grandi e antichi d’Italia. Attualmente al piano primo della Villa Mezzalira è stato ricavato un Bed and Breakfast, chiamato B&B Dal Viceré.


Le RisorgiVe di Bressanvido

Nel territorio del Comune di Bressanvido sono ancora presenti alcuni ambienti naturali di grande interesse, costituiti dai fontanili, le sorgenti di pianura comunemente detti risorgive, terreni da cui sgorga acqua limpida, filtrata dal materasso alluvionale di ghiaie e sabbie dell’alta pianura.

La ricchezza di acque crea le condizioni per lo sviluppo di una ricca vegetazione di carici, gigli d’acqua, salcerelle, myosotis; sulle rive sono ancora mantenute alberate con salici, pioppi, ontani e platani che offrono riparo e nutrimento ad una varietà di uccelli ed altri animali.

Un ambiente dunque dall’elevata biodiversità e di grande bellezza, che è necessario conservare.

Negli ultimi anni, grazie ai fondi dell’Unione Europea, è stato attuato il “Progetto LIFE Risorgive” che ha consentito di valorizzare questi ambienti, con la creazione di percorsi di visita e l’impianto di migliaia di nuovi alberi e l’incremento della vegetazione ripariale.

La Transumanza di Bressanvido


La Transumanza di Bressanvido è la più importante transumanza bovina d’Italia, sia per numero di capi (600 e oltre), sia per la lunghezza del percorso (90 Km.) e viene effettuata verso la fine di settembre.

Consiste nella demonticazione dei bovini, che ritornano dall’alpeggio per trascorrere l’inverno nelle stalle in pianura. Sicuramente porta con sé tutta la tradizione millenaria che la caratterizza. È il ritorno alla pianura del bestiame che era stato portato negli alpeggi dell’altopiano per fuggire dalla calura estiva: “San Matìo”, le vache torna indrìo” enuncia un detto popolare vicentino.

La Festa della Transumanza è un avvenimento ormai collaudato nella sua struttura e coinvolge interessi culturali, economici, turistici e sociali; dalla malga Quinto Lotto Marcesina (Enego) la mandria attraversa diversi paesi, tra cui Gallio, Asiago, Marostica, Schiavon ed arriva a Bressanvido accompagnata da decine di persone a piedi e a cavallo.

La Festa della Transumanza si svolge nell’arco di dieci giorni durante i quali vengono organizzati convegni a tema, serate danzanti, mostra dell’artigianato locale, stand enogastronomico di prodotti tipici.

Attività della Pro Loco di Bressanvido


  • Febbraio
    Carnevale per gli Anziani;
  • 1 Maggio
    MAGNALONGA passeggiata enogastronomica per le campagne del paese. Sono previste delle tappe con stand gastronomici gestiti dalle varie associazioni del paese. Lo scopo è quello di far conoscere il territorio locale e di coinvolgere tutte le associazioni per una giornata da condividere assieme.
  • Settembre
    Festa della Transumanza
  • Novembre
    Gita Gastronomica-Culturale;
  • Dicembre
    Tradizionale Natale sotto l’Albero

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